Via Francigena

 

Percorso | Via Francigena

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La Via Francigena è situata sulle rovine del sistema viario tracciato dall’Impero Romano, che cadde in abbandono al crollo dell’Impero stesso, mancando la costruzione e la manutenzione di vie consolari e vie minori.

Tutto questo avvenne in modo progressivo e parziale lasciando inalterate strade e zone di grande valore. L’importanza di Roma per esempio rimase invariata soprattutto come centro spirituale della cristianità esercitando una forte attrattiva verso le popolazioni dell’impero.

Di questo si giovò la via Cassia unione tra Roma ed il settentrione in cui si era spostato il baricentro del potere politico dell’Europa.  La via Cassia, lasciata Roma attraversava la valle del Baccano nei pressi di Veio, da dove partiva la via Amerina, poi Sutri e Forum Cassi ( S.Maria in Forcassi) nei pressi di Vetralla, sfiorava l’etrusca Viterbo, saliva a Montefiascone, si addentrava nella caldera del lago di Bolsena attraverso i monti Volsini, risalendo sull’altipiano dell’Alfina, questo perché doveva attraversare la città di Volsii, l’odierna Bolsena, culla della comunità cristiana dove nacque Santa Cristina. Il  culto di questa Santa sarà rilevante nella storia dei pellegrinaggi medioevali diretti alla capitale. Superata quindi Volsii la Cassia si dirigeva ad est nel territorio Orvietano, successivamente a nord percorrendo le Valli del Paglia e del Chiusi, quindi piegando verso ovest, toccava Firenze, Lucca e Pisa confluendo nella via Aurelia presso Luni.

Sulla via Cassia nel tratto tra Bolsena e Roma a partire dall’alto medioevo, si inserì il tratto finale di un itinerario che venne percorso sia dai sovrani in cerca  di investiture papali che da pellegrini intenzionati a raggiungere la Città Eterna per fortificare la loro devozione o per poter assolvere ad un voto. Donne e uomini provenienti dalla Francia e dal mondo anglosassone. L’itinerario tradizionalmente tra Canterbury e Roma si identificava come via Romea o via Francesca detta anche via Francigena (via dei Franchi).

I primi documenti che citano l’esistenza della via Francigena risalgono al XII secolo e si riferiscono al pellegrinaggio che l’arcivescovo di Canterbury, Sigerico fece tra il 990 ed il 994, di ritorno da Roma dove ricevette il “pallum” segno del suo incarico. Egli scrisse il racconto del suo viaggio durato 79 giorni per percorrere i 1600 km del tragitto, descrivendo luoghi ed abitanti, fornendo informazioni ai pellegrini.

La via Francigena, valicato il San Bernardo, attraversava il Piemonte, Pavia, Piacenza, Parma superata la cetena appenninica al passo della Cisa, toccava Lucca e San Giminiano arrivando a Siena. Entrava successivamente nello stato Pontificio a Centeno, sfiorava Proceno e attraversava Acquapendente, poi ricalcando il tracciato dell’antica via Cassia partendo da Bolsena, passava da Montefiascone ed infine da Viterbo. Da questo punto fino a Sutri il percorso si sdoppiava, un sentiero di fondovalle, ed un percorso che seguendo la via Cimina passava dall’abbazia di S.Martino a Ronciglione, superata Sutri e  Monterosi, finalmente Roma. Il cammino della via Francigena più volte si modificò nel corso dei secoli definendo una fitta ragnateli di collegamenti percorsi a seconda della stagione, della situazione politica etc. Il tratto viterbese e romano rimase invece immutato come confermato dall’itinerario scritto nel XII secolo dall’abate Alberto di Stade.

Il borgo di Centeno  deve il suo nome alla distanza da Roma, trovandosi al centesimo miglio della strada che costituiva l’ultimo tratto della via Francigena. Fino al 1870 Centeno, situato al confine con la Toscana, rimase sede della dogana pontificia, con una stazione di posta, una locanda ed un lazzaretto presso cui, sembra nel 1625 soggiornò Galileo Galilei, in viaggio verso Roma ed il giudizio del Santo Uffizio.

Proceno domina da una rupe la frazione di Centeno, a guardia della via Francigena che costeggia il fiume Paglia. Etrusca d’origine, entrò nel XI  secolo come patrimonio di San Pietro, contesa a lungo tra il papato e l’Impero,  sottomessa a Viterbo alla fine del XII secolo. Dominata dagli Sforza dal 1536 fino al 1634, divenne italiana nel 1870. Si incontra successivamente la città di Acquapendente dove la chiesa del Sacro Sepolcro è una delle mete privilegiate per i pellegrini, sotto il presbiterio si trova una cripta del IX secolo, che ospita al centro un saccello riproducente il Sacro Sepolcro di Gerusalemme.

Il percorso prosegue sfiorando il paese di S. Lorenzo, per giungere presso le sponde lacustri che portano a Bolsena, anche all’interno di questo paese la via Francigena è tutt’ora riconoscibile, in quanto conduce ad un monumento importante nella cultura religiosa, la basilica di Santa Cristina. un complesso monumentale formato da edifici che partono dal periodo paleocristiano fino al XIX secolo.

La via per Roma incontra la piana di Viterbo ai piedi di Montefiascone dominato dai resti della medioevale rocca dei Papi. Si transita di fronte all’edificio massiccio della chiesa di San Flaviano.

A partire al 1994 la via Francigena è stata dichiarata “Itineriario culturale del Consiglio d’Europa” assumendo un’importanza sovranazionale.

La via Francigena, così come il Cammino di Santiago, è un tesoro dal punto di vista turistico è nata così la rete di “amanti della Francigena” preoccupati di segnare sentieri e percorsi, cercando dove possibile di recuperare il tracciato originario.

La pubblicazione di guide ed un certo interesse mediatico sta avvicinando un numero sempre crescente di persone che, per motivi religiosi o meno, percorrono zaino in spalla l’antico percorso.

Ecco a voi la Pagina Web dell’Agriturismo sul sito ufficiale della Via Francigena: clicca quì per visualizzarla